Visualizzazione post con etichetta staminali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta staminali. Mostra tutti i post

venerdì 15 novembre 2019

Perché conservare le cellule staminali del cordone ombelicale?

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


Quali sono i vantaggi per una famiglia che ha deciso di conservare le cellule staminali cordone ombelicale del proprio bimbo? La scelta di conservare le staminali cordonali può essere fatta solo al momento del parto, ed è molto importante, quindi, che la famiglia abbia a disposizione tutte le informazioni per compiere una scelta informata e consapevole, e per non sprecare un bene così prezioso per il trattamento di numerose patologie. Le cellule staminali del cordone ombelicale, infatti, sono un potente mezzo terapeutico, sfruttato per trattare ottanta differenti malattie1, come riconosciuto anche dal Ministero della Salute. Se una famiglia decide di donare il sangue cordonale del proprio bambino, si parla di donazione pubblica, che può essere fatta alle banche del cordone (biobanche) pubbliche. In tal caso, si perde la proprietà del campione, che viene messo a disposizione della collettività. Le famiglie possono anche decidere di conservare il campione privatamente, mantenendone invece la proprietà.

La conservazione privata permette di utilizzare all'occorrenza il campione crioconservato, che ha una compatibilità del 100% con il donatore, del 50% con i genitori, e del 25% con i fratelli o sorelle. Per una famiglia che non ha conservato privatamente le staminali, e che deve quindi rivolgersi a biobanche pubbliche, avere una compatibilità tale da consentire il trapianto è davvero un'impresa difficile. Si è rilevato che la percentuale di trovare un donatore compatibile, infatti, è 1 su 50.000/100.0002.

Essendo "immature" dal punto di vista immunologico, le staminali cordonali hanno un elevato potere terapeutico, rispetto ad altre cellule staminali che, invece, vengono prelevate da tessuti corporei differenti. Questa peculiarità permette la riduzione della percentuale di rischio rigetto dopo aver eseguito un trapianto3.

È importante avere informazioni corrette e complete circa la conservazione del sangue cordonale ombelicale. Le famiglie, infatti, devono compiere una scelta consapevole.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

Se hai trovato questo articolo interessante condividilo nel tuo network!

Note

1 Decreto legislativo 18 novembre 2009
2 Sun, A.N., et al., [Clinical study on haploid HLA-matched hematopoietic stem cell transplantation for treatment of malignant hematological disease]. Ai Zheng, 2006. 25(8): p. 1019-22.
3 Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol, 2010. 136(3): p. 309-22.

martedì 12 febbraio 2019

Falsi miti sulla conservazione delle staminali cordonali? Sfatiamone 3!

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente


La scelta di conservare le cellule staminali del cordone spesso provoca spaesamento nei futuri genitori. Vediamo di affrontare alcuni falsi miti sull'argomento e di sfatarli, così da offrire un quadro informativo corretto.

Primo falso mito: "Nelle banche del cordone è possibile fare la conservazione autologa". In questo caso si confonde l'uso terapeutico delle staminali (allogenico o autologo) con la conservazione (privata o pubblica). Le staminali cordonali conservate privatamente possono essere trapiantate nello stesso donatore dal quale sono state prelevate (utilizzo autologo), oppure in un suo parente di primo grado (utilizzo allogenico intra-familiare) che è il caso più frequente (fonte EBMT)1.

Secondo falso mito: "Non serve fare il trapianto autologo poiché si infondono le stesse cellule malate". Affermare ciò vuol dire circoscrivere l'uso di staminali in campo emato-oncologico, quando in realtà si usano anche nel settori immunologico e nella medicina rigenerativa2. La conservazione a uso autologo per le famiglie a rischio di avere bimbi con malattie determinate geneticamente è previsto dallo stesso Ministero della Salute3.

Terzo falso mito: "Le staminali del cordone si conservano solo per 10-15 anni, poi non sono più vitali". Non è vero, in quanto dopo 24 anni, come dimostrato dalla scienza, le staminali crioconservate sono sia in grado di autoreplicarsi che di originare cellule diverse4,5. A distanza di 24 anni dal prelievo infatti, le staminali cordonali sono capaci di differenziarsi in cellule aventi uno specifico compito e di replicarsi.

È importante permettere alle famiglie di avere informazioni corrette e complete sulle cellule staminali cordonali e sulla loro conservazione. Questo prezioso patrimonio biologico continua a essere sprecato. Infatti, a oggi, si stima che ben il 95% dei cordoni ombelicali diventa un rifiuto speciale. Le cellule staminali rappresentano un potente strumento di terapia capace di trattare più di 80 malattie3, come conferma anche il Ministero della Salute.

Per maggiori informazioni: www.sorgente.com


Note:

1. EBMT - European Group for Bone and Marrow Transplantation
2. Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol. 136(3): p. 309-22.
3. Decreto ministeriale 18 novembre 2009
4. Broxmeyer HE: Cord blood hematopoietic stem cell transplantation In StemBook Community TSCR, Ed., May 26,2010
5. Broxmeyer, H. E., M. R. Lee, et al. "Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood." Blood 117(18): 4773-7.