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mercoledì 26 ottobre 2016

Farmaci: vademecum per le future mamme e per i bambini

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Sembra banale sottolinearlo, ma è fondamentale che le future mamme tengano monitorato il proprio stato di salute e quello del piccolo, effettuando periodicamente controlli ed esami specialistici. Inoltre, per una maggiore tranquillità le donne in dolce attesa possono scegliere di effettuare un test prenatale non invasivo per verificare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche nel feto e conservare le  cellule staminali del cordone ombelicale.

Nel caso in cui insorgano malattie, spesso le donne in gravidanza non sono sicure dell’utilità di assumere farmaci, pensando che possano avere conseguenze negative sulla salute del feto. Per evitare ogni dubbio e insieme salvaguardare la salute delle donne in dolce attesa, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha scelto di dedicare un intero portale web all’informazione relativa al corretto utilizzo dei farmaci, anche nel periodo della gestazione.

Innanzitutto occorre sottolineare che non tutti i farmaci danneggiano la salute del feto. Ovviamente possono essere considerati sicuri quelli che vengono prescritti direttamente dal medico di base. Le donne in gravidanza affette da patologie croniche e che seguivano una terapia farmacologica già prima di rimanere incinta, devono consultare uno specialista per stabilire se e come continuare il trattamento. Interrompere in modo improvviso un trattamento, infatti, può avere un effetto negativo; occorre piuttosto determinare insieme al medico nuovi dosaggi da seguire durante la gravidanza oppure scegliere eventualmente un farmaco alternativo.
Se da un lato, durante i nove mesi di gestazione, l’assunzione di farmaci deve essere ridotta al minimo dalle future mamme, dall’altro è necessario valutare bene dopo il parto la possibilità di somministrare dei farmaci al neonato. L’Aifa ha ribadito all’interno delle sue ultime campagne di comunicazione1 come tantissimi genitori siano ancora erroneamente convinti che i bambini possano assumere i medesimi farmaci utilizzati dagli adulti, solo con una dose più piccola. Invece, è importante per i genitori attenersi strettamente alle prescrizioni mediche.

Può accadere comunque che adulti o bambini sviluppino patologie trattabili mediante infusione di cellule staminali. In questo senso, il Ministero italiano della Salute ha reso noto - all’interno del decreto ministeriale 18 Novembre 2009 - che il trapianto di cellule staminali cordonali rappresenta una valida opzione terapeutica per il trattamento di oltre 80 patologie2.

In conclusione, per prevenire lo sviluppo di malattie o curare patologie già in essere, è fondamentale attenersi alle prescrizioni del medico o dello specialista, che raccomandano sempre la terapia più efficace e sicura, sia che si tratti dell’assunzione di determinati farmaci sia che si basi su altre tipologie di trattamenti, come per esempio il trapianto di staminali del cordone ombelicale.

Per approfondimenti sulle cellule staminali cordonali, è possibile consultare il sito www.sorgente.com

1. Campagna di comunicazione AIFA "Farmaci e pediatria" (anno 2014).

2. Decreto ministeriale 18 novembre 2009 “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”.

martedì 13 settembre 2016

Il legame tra cibo, gravidanza e cellule staminali cordonali

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

Nonostante il nostro paese sia basato sulla cultura del “mangiar bene”, per molte persone il rapporto con il cibo rimane un problema. Anche durante la gravidanza l’alimentazione ha un ruolo fondamentale, tanto che è stato scoperto che essa incide addirittura sulla qualità delle cellule staminali del cordone.

Sul sito del Ministero della Salute1 si può trovare un utile vademecum ricco di consigli sul regime alimentare da mantenere durante la gravidanza, per mantenere il benessere della gestante e tutelare lo sviluppo del bambino. Tra i vari consigli troviamo: bere molto e scegliere frutta e verdura di stagione ben lavata, fare 4 o 5 pasti al giorno, consumare carni bianche, pesce come merluzzo, sogliole, nasello e trote ben cotti, limitare zucchero, caffè e uova ed evitare carni e pesci crudi, cibi grassi, insaccati e bevande alcoliche.


Oltre al rapporto cibo-gravidanza, esiste anche un legame tra alimentazione dei genitori (prima e durante la gravidanza) e le cellule staminali del cordone ombelicale, come sottolineato da uno studio2 del gruppo di medicina rigenerativa dell’Ospedale San Matteo di Pavia.
Gli elementi costitutivi dei cibi, infatti, influenzerebbero lo sviluppo di spermatozoi e ovociti, che potrebbero avere conseguenze a loro volta sulle staminali del cordone ombelicale. Secondo lo studio, i figli delle donne ipernutrite o malnutrite potrebbero avere meno cellule staminali e quindi difese immunitarie più basse.
La presenza di un numero minore di cellule staminali potrebbe compromettere la salute dell’individuo in quanto la perdita di cellule è quotidiana e fisiologica, e  non solo legata alla presenza di una malattia. Le staminali sono un potente strumento terapeutico per trattare numerose malattie, infatti sono sempre di più le ricerche scientifiche che ne studiano le applicazioni in ambito clinico. Per questo motivo è importante valutare la possibilità di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale per averle a disposizione in caso di necessità.
Per maggiori informazioni sulla conservazione del sangue cordonale consulta il sito www.sorgente.com

Note

1. Gravidanza, corretta alimentazione”. Ministero della Salute
2. Per informazioni sullo studio La Provincia Pavese

giovedì 12 febbraio 2015

Vertigini e spossatezza: come combattere alcuni disturbi della gravidanza

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Nel corso della gravidanza si possono presentare alcuni lievi fastidi, come per esempio spiacevoli dolori muscolari oppure sensazioni di spossatezza. Frequentando un corso preparto, le donne in dolce attesa possono imparare alcuni accorgimenti, con il supporto dell’ostetrica e di altri operatori specializzati, per limitare le conseguenze di questi fastidi e vivere una gravidanza serena. Sicuramente tra i disturbi più comuni che fanno la propria comparsa in questo periodo della vita di una donna possiamo citare i giramenti di testa e le vertigini, che talvolta si presentano in concomitanza con momenti di particolare stanchezza.

La presenza più o meno frequente di tali fastidi è soggettiva, così come i sintomi riscontrati: alcune donne soffrono di capogiri che durano solo pochi attimi, altre avvertono forti sensazioni di vertigine, altre ancora hanno continue nausee che talvolta generano veri e propri svenimenti. Sono soprattutto i mutamenti fisici dei primi tre mesi di gravidanza a dare origine a questi piccoli ma fastidiosi disturbi.

A causare fastidi come giramenti di testa e sensazioni di debolezza è soprattutto il fenomeno della pressione bassa, che è molto comune in gravidanza ed è dovuto al minore afflusso di sangue alla testa. Ciò si verifica per l’effetto degli ormoni, per le dimensioni sempre più grandi del nascituro e, infine, perché parte del sangue confluisce appunto verso il feto. Nei mesi immediatamente precedenti al parto, infatti, la circolazione sanguigna risulta più difficoltosa poiché il peso del nascituro provoca una pressione da parte dell’utero sulla vena cava, generando così sensazioni di debolezza e palpitazioni.

Ci sono alcuni accorgimenti da utilizzare contro gli effetti spiacevoli di questi disturbi: in primo luogo, si consiglia alle donne in dolce attesa di sdraiarsi e alzare le gambe. Questa posizione, infatti, agevola l’afflusso di sangue al cervello. Per limitare le conseguenze della pressione dell’utero sulla vena cava, si raccomanda poi alle gestanti di sdraiarsi sul fianco sinistro e di sbottonare i vestiti eccessivamente aderenti. Inoltre, solitamente, non appena viene accertato lo stato di gravidanza, il ginecologo prescrive alla futura mamma una cura di integratori vitaminici, che serve ad aiutarla a conservare i giusti valori della pressione e a sconfiggere l’eccessiva debolezza. Inoltre, si consiglia alle future mamme di avere un’alimentazione equilibrata e ricca di acqua, mangiare molta frutta e verdura e scegliere spuntini sani e con pochi grassi.

Sicuramente anche l’attività fisica può essere un’ottima alleata contro questo tipo di disturbi: in tutti i corsi preparto sono progettate attività pensate apposta per il corpo delle donne in gravidanza. Vengono proposti dunque esercizi presi dal pilates, dalla danza del ventre, dallo yoga e dall’acquagym. Di queste discipline vengono presentati i movimenti meno duri e impegnativi; questo ovviamente per evitare di caricare eccessivamente il corpo della gestante. Allo stesso modo, durante i corsi preparto si prediligono movimenti dolci e piuttosto lenti, che insegnano alle future mamme ad avere una maggiore consapevolezza del proprio fisico, e alcuni esercizi volti a tonificare i muscoli maggiormente sollecitati dai mutamenti della gravidanza.

Come dimostrano gli esercizi proposti nei corsi preparto, è fondamentale che le gestanti evitino movimenti veloci e bruschi, che spesso causano giramenti di testa o vertigini. Oltre a non dimenticare queste accortezze, le future mamme devono sempre consultare il proprio ginecologo e sottoporsi ad analisi che accertino che il disturbo in questione sia solo un malessere temporaneo. È inoltre possibile che il ginecologo consigli di assumere integratori adatti specificatamente al tipo di disturbo riscontrato.

I medici consigliano alle donne in gravidanza di mantenersi in forma grazie a un’attività fisica leggera e pensata appositamente per loro. Consulta Ok Corso Preparto per trovare tutti i corsi attivi nella tua città.

venerdì 8 agosto 2014

Corso preparto in consultorio: come si svolge e quali sono i benefici

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Il corso preparto è un utile percorso di cui i futuri genitori possono avvalersi per affrontare al meglio il momento delicato e pieno di cambiamenti che precede la nascita del bambino. Molto spesso, tra le varie strutture pubbliche, la vasta offerta di corsi preparto può confondere e disorientare le future mamme, che non sanno quale percorso scegliere: tra questi, vale la pena di ricordare il corso preparto in consultorio, molto utile perché consente di ottenere l’assistenza psicologica di cui si ha bisogno in una fase così delicata della propria vita.
I consultori sono delle strutture pubbliche che garantiscono sostegno e supporto psicologico e sanitario alle donne, ma non solo: in queste strutture possono ottenere aiuto anche i giovani, le coppie e le famiglie. Tra le varie opportunità, nei consultori è possibile anche seguire dei corsi preparto, gestiti da operatori specializzati e qualificati nel settore, in grado di supportare la donna in gravidanza durante tutte le fasi del suo percorso, fino alla nascita del bambino ed anche dopo il lieto evento, con dei particolari corsi post parto neonatologici dedicati all’assistenza all’allattamento ed alla corretta gestione del nuovo equilibrio che si viene a creare con la nascita del bebè.
Il corso preparto in consultorio, però, non è aperto solo alla futura mamma, ma anche al futuro papà ed ai futuri nonni, che possono usufruire di una attenta ed adeguata preparazione alla nascita del bambino, imparando a gestire le nuove responsabilità dei loro ruoli e quindi a preparare un terreno fertile per consentire al piccolo di crescere serenamente e di avere una buona stabilità emotiva.
Ostetriche e ginecologi sono alcune delle figure specializzate che forniscono sostegno soprattutto alla donna in stato interessante: la futura mamma viene preparata e formata ad affrontare i cambiamenti del suo ruolo, anche dal punto di vista fisico, visto che il percorso di preparazione al parto serve anche per offrire consapevolezza del proprio corpo e per garantire alla donna in gravidanza una assistenza qualificata e le risposte ai dubbi più comuni che possono riguardare il parto naturale o il parto cesareo.


Nei corsi preparto in consultorio, vi sono anche altre figure mediche qualificate, come ad esempio psicologi, in grado di offrire un adeguato sostegno alla coppia, ed in particolare alla gestante, per prepararla ad affrontare con serenità e consapevolezza i cambiamenti del proprio corpo nella delicata fase della gravidanza.
La multidisciplinarità è il punto di forza del corso preparto in consultorio: da un lato, multidisciplinarità medica, che consente di ottenere un supporto ad ogni livello, e dall’altro anche la possibilità di proseguire, dopo la nascita del bambino, con dei percorsi specifici che aiutano la neo mamma ad ottenere anche assistenza all’allattamento e supporto neonatologico.

Se vuoi conoscere altri dettagli sui corsi preparto e post parto in consultorio nella tua città, visita Ok Corso Preparto, il motore di ricerca numero 1!
Per i consigli fitness in gravidanza visita il canale YouTube Saluteingravidanza

mercoledì 4 giugno 2014

Prima e seconda gravidanza a confronto


L’entusiasmante e al tempo stesso faticosa esperienza dell’attesa e del parto l’hai già vissuta una volta. Ora, con la seconda gravidanza, le domande sono ancora molte: i problemi sperimentati con la prima gravidanza si ripresenteranno oppure filerà tutto liscio? Avrai la possibilità di intraprendere la strada della conservazione cordone ombelicale?
Ecco punto per punto quali sono i cambiamenti da aspettarsi durante la seconda gravidanza.
Prima cosa: il pancione insieme alle pressioni uterini e ai primi movimenti del neonato arrivano in anticipo rispetto ai tempi della prima gravidanza.
Durante la “prima volta” di una donna, abitualmente il pancione diventa evidente solo verso il quinto mese; alla seconda esperienza invece, la pancia comincerà a farsi vedere già dal terzo o dal quarto mese. La causa di questa diversità è inscritta nel corpo femminile: i muscoli addominali infatti si saranno già “ammorbiditi” e potranno adattarsi ad accogliere la nuova vita e quindi a modificarsi più velocemente.



E’ altrettanto probabile che i primi movimenti del piccolo verranno avvertiti dalla mamma con un certo anticipo rispetto alla prima gravidanza; se nella prima, essi giungono solo a partire dalla 22esima settimana, le bis-mamme possono gioire di quei piccoli movimenti già a partire dalla 16esima settimana. La causa di questo anticipo è legata ad un’accresciuta sensibilità dell’utero ma anche all’indubbia capacità di riconoscere quei movimenti, dopo averli già vissuti in precedenza.
Ci sono poi le pressioni uterine, che altro non sono se non quelle sensazioni di pesantezza concentrate sul basso ventre, che durante la seconda gestazione molto probabilmente arrivano con un po’ d’anticipo a causa della flessibilità dei muscoli del pavimento pelvico; muscoli già messi alla prova dalla gravidanza numero uno e che alla seconda esperienza come mamma saranno meno capaci di contrastare il peso del vostro bambino.




Al di là dei cambiamenti fisici, quel che è certo è che la seconda gravidanza può essere vissuta con maggiore consapevolezza, ad esempio informandosi sulla possibilità di donare e conservare il cordone ombelicale. Sono ancora tanti i genitori o futuri genitori che non conoscono questa possibilità; ma prelevare e conservare il cordone ombelicale dopo la nascita del proprio bambino è una scelta importante oltre che semplicissima e totalmente sicura.
E se i ricordi della vostra prima gravidanza sono tristemente ancorati a mal di schiena, gonfiori e nausee continue, nessuna paura! Tali sintomi oltre ad essere totalmente soggettivi, variano anche da gravidanza a gravidanza. Altre tipologie di disturbi invece, quali varici, emorroidi e incontinenza sono la conseguenza di una predisposizione genetica ed è quindi probabile riscontrarli in ogni gravidanza.

Per altre informazioni visitate il sito: www.cellulestaminalicordoneombelicale.it

lunedì 19 maggio 2014

Il corso postparto di assistenza all’allattamento

A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto 

Portare in sé una nuova vita, è un’esperienza straordinaria cui la donna è stata preparata dalla natura. Sebbene ciò sia insito nell’essere donna, non implica che la frequenza di un corso preparto o postparto sia superflua, anzi può dimostrarsi un valido supporto. Un corso preparto, ad esempio, può completare l’insieme di aiuti di cui ogni neo mamma necessita durante il periodo delicato della gravidanza, mentre un corso postparto coadiuva in quello immediatamente successivo.

Nel particolare, il corso postparto di assistenza all’allattamento è stato pensato come sostegno per il consolidamento del legame che s’instaura tra madre e figlio. L’attività naturale di soddisfacimento dell’alimentazione del bambino con l’allattamento al seno, fornisce al neonato l’alimento per lui perfetto in questa fase della sua vita: il latte materno. Non tutte le donne si accostano con la stessa facilità e con la medesima predisposizione a questa pratica. Molte di loro sono confuse da tutto un insieme di dubbi e interrogativi che gli sono stati infusi da amici e parenti, anche involontariamente; dubbi e interrogativi che inficiano sul loro modo di affrontare alcune attività. Il corso postparto di assistenza all’allattamento è condotto da specialisti, ostetriche ed esperti, che forniscono tutte le indicazioni precise, utili ed essenziali, in grado di fugare ogni perplessità. Pochi e semplici accorgimenti possono migliorare e addirittura risolvere quei piccoli ostacoli legati all’allattamento al seno; affinché l’allattamento sia eseguito nel modo corretto, saranno elargiti consigli circa la posizione adatta da far assumere al neonato, oppure la posizione corretta in cui la neo mamma dovrebbe mettersi per garantire massimo confort al bambino. Gli specialisti mostreranno vari metodi e posizioni possibili per allattare. Le posizioni sono differenti per ogni donna, per ogni lattante, e dipendono anche dal momento. Occorre precisare che non esiste una posizione giusta per allattare, né una scorretta. Ciò che conta, mentre si compie questo rito, per la donna è il trovarsi in uno stato fisico e mentale rilassato, mentre per il bimbo è lo stare comodo.


Le neo mamme spesso hanno bisogno di essere informate circa alcuni interrogativi che possono porsi; ad esempio su quante poppate devono essere fatte al giorno, se il latte che producono è sufficiente, se l’alimentazione che stanno seguendo è corretta o deve essere modificata per garantire migliore nutrimento al bimbo. Gli esperti del settore soddisferanno ogni bisogno e chiariranno tutti i dubbi. Il corso postparto di assistenza all’allattamento al seno fornisce supporto circa altri argomenti che sono legati al periodo dell’allattamento, come ad esempio: il momento del distacco del lattante dal seno, lo svezzamento, il sonno del neonato. Questo tipo di corso consente di confrontarsi con argomenti che spesso non sono conosciuti a fondo; pertanto, il corso postparto di assistenza all’allattamento è utile per tutte le neo mamme, in particolare per quelle che trovandosi alla prima esperienza di allattamento, saranno maggiormente interessate a carpire consigli e informazioni e farne tesoro per eventuali future esperienze.

Per maggiori informazioni: www.corso-preparto.it
Per i video consulta il canale Youtube Saluteingravidanza

mercoledì 2 aprile 2014

Sport in gravidanza: tutti i motivi per cui fa bene


Sono tante le cose a cui pensare in gravidanza: il corredino per il bambino, la valigia da preparare per l’ospedale, gli esami e i controlli, la stanza per il piccolo, donazione o conservazione cordone ombelicale, il nome del bambino o della bambina e tanto altro ancora. Nonostante le moltissime cose da fare, però, è importante che la mamma si possa ritagliare un po’ di tempo per sé, magari da dedicare alla sua attività sportiva preferita.
Lo sport, infatti, è una buona abitudine a tutte le età e in ogni condizione, una abitudine che si apprende già prima della nascita, nel ventre materno. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal (titolo dello studio: Early life determinants of physical activity in 11 to 12 year olds: cohort study) che ha preso in esame i dati relativi a circa sei mila bambini. I bimbi le cui mamme hanno camminato o nuotato durante la gravidanza hanno più probabilità di avere uno stile di vita attivo.
Ma non è solo per amore del bambino che ci si dovrebbe dedicare all’attività sportiva durante la gravidanza (sempre moderata e dopo il benestare del proprio medico). Fare sport in gravidanza e durante l’allattamento infatti  aiuta a combattere depressione e ansia, è fondamentale per il controllo del peso ed è utile per diminuire le probabilità di doversi sottoporre a parto cesareo. Inoltre, lo sport durante la gravidanza è utile anche per migliorare la qualità del sonno che, si sa, in gravidanza a volte lascia a desiderare.

Quanto alla scelta dello sport da praticare, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tutti portano benefici alla futura mamma e al bambino, si tratta soltanto di scegliere quello più adatto a ciascuno di noi. Lo yoga in gravidanza, per esempio, può essere di aiuto per allontanare i rischi di depressione e stabilire un legame con il bambino. A dimostrarlo è una ricerca della Università del Michigan pubblicata sulla rivista scientifica ‘Complementary Therapies in Clinical Practice’ (titolo dello studio: Effect of integrated yoga on anxiety, depression & well being in normal pregnancy).
Per le amanti dell’acqua, l’acquagym è una attività dei molteplici vantaggi, poiché consente di allenare tutti i muscoli del corpo senza sforzare le articolazioni e la colonna vertebrale, già messi a dura prova dal peso crescente del pancione. Pilates e ginnastica posturale, invece, sono un toccasana per i muscoli del dorso e aiutano a correggere la postura errata che è facile assumere in gravidanza, a causa del peso del pancione.
In generale, dunque, qualsiasi tipo di attività fisica moderata, praticata con il benestare del medico e del ginecologo che segue la gravidanza e, meglio ancora, con la supervisione di un esperto, può portare benefici tanto all’umore della futura mamma quanto alla salute di mamma e bambino.
Per maggiori informazioni sulla ginnastica in gravidanza a Genova CLICCA QUI




lunedì 17 marzo 2014

La musicoterapia e i suoi benefici a mamma e bambino durante la gravidanza


A cura di: Ufficio Stampa Ok Corso Preparto

Tra tutti i corsi preparto che una futura mamma può scegliere di frequentare, per vivere con serenità e prendere coscienza dei cambiamenti cui andrà in corso il suo corpo e la sua vita, il corso preparto di musicoterapia è, senza dubbio, uno dei più rilassanti. Questo tipo corso è studiato appositamente per favorire quella comunicazione intima, tra gestante e bebè, che s’instaura e aumenta giorno dopo giorno.
Perché la musica? La musica è considerata un aiuto contro l’ansia e lo stress; per questo motivo è stata scelta come parte integrante di un corso preparto. Oltre a favorire uno stato psico-fisico di benessere, ascoltare musiche rilassanti e lente, infonde un senso di calma e tranquillità nella gestante, e la aiuta a migliorare il rapporto con se stessa, con il proprio corpo e con il bambino che è in lei.

Sebbene il senso dell’udito, nei nascituri, si sviluppi a cominciare dall’ultimo trimestre di gestazione, questo tipo di corso preparto è consigliato a tutte le future mamme, in virtù del senso di benessere e di tranquillità che produce in loro. Le lezioni sono atte a guidare le corsiste nell’ascolto e nell’interpretazione dei segnali che avvertono dentro di loro, nel momento in cui producono suoni o nel momento in cui li ascoltano. La musica è in grado di rievocare momenti di tranquillità e di associarsi a stati di benessere, ecco perché è benefica in gravidanza, quando il bisogno di serenità per mamma e bambino è maggiore. Al suono della voce materna il nascituro reagisce e la mamma può accorgersene dai movimenti che le da come risposta; le gestanti possono percepirlo benissimo, nel momento in cui, rilassate e con una musica lenta di sottofondo, ascolteranno i suoi movimenti dentro il pancione.
Durante le lezioni, per aumentare e migliorare questa comunicazione intima tra mamma e bambino, saranno proposte nenie e filastrocche, alcune non cantate, affinché si possa prendere subito coscienza di come, il nascituro, reagisca agli stimoli sonori esterni. La gestante imparerà a modulare la propria voce e otterrà dei benefici, per quanto concerne la regolazione e il controllo della respirazione; il bambino che sta per nascere reagirà agli stimoli, permettendo al suo sistema nervoso di svilupparsi gradualmente. Sono proprio gli stimoli esterni, infatti, che garantiscono sia lo sviluppo del sistema nervoso nel feto, sia lo sviluppo di quest’ultimo in generale. Mamme e papà, in attesa del loro figlio, impareranno a migliorare la comunicazione con lui, grazie all’improvvisazione di questi momenti canori. 



La tecnica della regolazione e del controllo della respirazione che si apprende eseguendo gli esercizi di canto prenatale, in aggiunta agli esercizi di rilassamento, ritornerà utile, alla futura mamma, anche nel momento del travaglio e del parto. Il potere rilassante della musica e il potere della voce materna usata per rivolgersi al bambino in modo spontaneo, sono sfruttati dal corso preparto di musicoterapia per garantire, alle donne in stato di gravidanza e al bimbo nel pancione, uno stato di benessere psico-fisico e una migliore comunicazione fra loro.
Per maggiori informazioni: www.corso-preparto.it
Per essere in forma prima, durante e dopo la gravidanza allenati con Michela su YouTube